• 31 dezembro 2018

Perché partire bisogna

Dott. Milo Salso

Se non fossimo mai partiti, non avremmo dovuto cominciare da zero, come quando si è bambini e si sta crescendo. Perche´ in fondo, espatriare è un po' come maturare e diventare adulti.
Trasferendoci, muovendo i primi passi, non ci saremmo guardati attorno curiosi, non avremmo voluto assaggiare questo e quello indistintamente; ma non saremmo nemmeno stati guardinghi e sull'attenti, essendo noi in trasferta. Dove, si sa, i gol valgono doppio.
Iniziando a parlare, non avremmo fatto conoscenze incredibili e figure da cioccolatai epocali semplicemente credendo di aver detto la cosa giusta al momento. Come no? Magari.

Non avremmo mai imparato ad apprezzare la tanto disprezzata terra d'origine, se non fossimo mai partiti.

Perchè Odi et Amo di Catullo non ci è stata insegnata come un mantra solo per potersi lamentare di una studentessa del liceo che ci ha fatto dannare.
Vivendo lontano e tornando sporadicamente ci ha finalmente fatto capire quanto l'approdo al porto sicuro, l'archetipo noto e tutta una serie infinita di elucubrazioni di stampo psico-dinamico non siano solo maldicenza ma anzi la vera verità.

E non avremmo nemmeno mai potuto salutare per l'ultima volta chi non avremmo mai pensato di non poter più rivedere, se non fossimo mai partiti.
Perchè il tornare in tempo per il funerale non è comunque in grado di riparare le cose. E visto che il parlare con i defunti non è la più realistica delle cose da poter fare, non abbiamo nemmeno la certezza di aver fatto felice il nostro sfortunato protagonista. In barba a quello che Ghost ci propina da un trentennio, più o meno sempre verso fine anno.

Se non fossimo mai partiti, infine, non avremmo mai potuto conoscere e misurarci con il senso di colpa che la nostra partenza inevitabilmente comporta. Perchè gioire dei successi di una persona a noi cara ma rimpiangere il non poterci congratulare di persona, magari con un abbraccio, rappresentano un circolo vizioso dal quale è francamente impossibile uscirne.

Ci si sente spesso in colpa anche semplicemente per aver pensato (e poi messo in pratica) di andarsene.

E considerando che non ce ne siamo andati a fare i pionieri nel Klondike o gli astronauti sulla terza luna di Giove, perchè mai dovremmo sentirci a disagio?
Perchè gli affetti personali sono molto più importanti di quanto abbiano sempre avuto la presunzione di credere. Avrei voluto concludere la frase precedente con un punto di domanda, ma mi sono appena reso conto che è decisamente la risposta corretta. Almeno per me.

Per tutti questi motivi, alla fin fine, siamo partiti.
Per tornare bambini e rifare errori grammaticali banali, per imparare ad apprezzare di più noi stessi e la nostra provenienza, per amare e comprendere con più attenzione chi ci ha sempre voluto bene, per scoprire il mondo e conoscerlo in tutte le sue mille sfaccettature. Per tutti questi e per i loro contrari, fatti di difficoltà, sofferenza, tristezza e momenti di sconforto.

Se non fossimo mai partiti, saremmo rimasti incompleti. Forse.

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