MINDFULNESS – ovvero stando attenti a quello che si fa nel momento in cui lo si fa -

MINDFULNESS – ovvero stando attenti a quello che si fa nel momento in cui lo si fa -


Il termine MINDFULNESS viene recentemente piuttosto usato (e anche un po' abusato).

Io mi ci sono avvicinata l'anno scorso partecipando ad un programma esperienziale di riduzione dello stress di otto settimane (Mindfulness Based Stress Reduction – MSBR) a Faro, in Portogallo, tenuto dalla Psicologa Marta Lopes.


Ecco un riassunto dei temi chiave che hanno accattivato la mia attenzione:

Attenzione piena
Forse il concetto che più mi è piaciuto.
Scoprire come nella maggior parte delle situazioni della nostra vita agiamo come degli automi, senza neppure pensare ad esplorare vie alternative di risoluzione dei problemi.
Il fatto di dare attenzone piena ad un evento significa escludere tutto ciò che in quel momento non ha importanza e ci permette cosi di poter cogliere tutte le sfumature dello stesso.

La società in cui viviamo premia e vanta il multitasking – la capacità di fare più cose contemporaneamente – che ahimè ci porta ad operare su molti binari contemporaneamente facendoci credere di essere molto bravi ed onnipotenti, senza però praticamente dare attenzione totale a nulla.

Il corpo – I sensi
Il fatto di dare attenzione piena a ciò che ci circonda ci porta inevitabilmente a prestare attenzione a segnali – esterni ed interni – a cui altrimenti non avremo fatto caso.

E qui entra in gioco il CORPO, ed i segnali che esso ci invia che tendenzialmente tendiamo a trascurare.
Quando si lascia spazio ad acoltare il proprio corpo, lui comincia a parlare, e a comunicare.

Il meditare – non necessariamente con connotazione religiosa – ed il respirare

Il fatto di meditare aiuta a lasciare andare I pensieri, le emozioni, tutto ciò che è stato il nostro quotidiano. Perchè, direte voi? E' noioso.
Si, all'inizio lo può sembrare. All'inizio non riuscirete a stare seduti e fermi nemmeno per due minuti di fila e vi sentirete stupidi. Poi, pian piano, troverete la vostra dimensione, I vostri tempi e modi, e troverete indubbiamente i benefici di questa pratica, che sono oramai provati anche scientificamente.

Accettare

Un altro concetto che inizialmente mi ha tremendamente frastornata ma che poi è diventato parte di una quotidianità è l'accettazione.
Stride all'inizio, sempre perchè siamo abituati per cultura a voler combattere quando sentiamo di aver vissuto delle ingiustizie, per affermare la nostra verità e in fondo poter dire “ io ho ragione e tu hai torto”.

Chiaro, accettare una cosa bella è facile per tutti.
Accettare un fatto negativo – perdita di un lavoro, fine di un amore o di un'amicizia, e via dicendo – è decisamente più complicato.

Il fatto di riuscire ad accettare la situazione per quello che è – senza necessiariamente doverla giudicare - permette di fuoriuscire da schemi mentali prefabbricati in cui noi stessi ci chiudiamo senza nemmeno rendercene conto.
Diventa una forma mentis molto salutare.

Leggevo qualche tempo fa una frase in proposito che mi ha colpito molto:

Ricordati che quella che in questo momento ti sembra la più grande tragedia potrebbe rivelarsi la più estrema benedizione :)

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