Esperienze di Storytelling nella Terza Età

Esperienze di Storytelling nella Terza Età

In un certo senso, credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi verso di noi.
Italo Calvino

Scrivere mi consente di rimanere integra e di non perdere pezzi lungo il cammino.
Isabel Allende

Raccontare storie: il narrare è fondamentale per attribuire significati, sin da quando siamo bambini, alla nostra esperienza umana.
Raccontare, raccontarsi nella terza età assume un significato del tutto speciale: significa elaborare, rivedere, ripulire, ricucire le nostre storie, vissuti, persone, che vanno, tornano, restano, al lungo della nostra vita.

Il lavoro di story-telling permette di ricordare un evento vissuto portando inevitabilmente la persona a fare uso della memoria, evocando, come in una sorta di album dei ricordi, la sua vita.
L'identità della persona anziana si plasma così non tanto su quello che ha vissuto, ma sul cosa ricorda e come lo ricorda.

Di seguito alcuni estratti di una sessione di story-telling svolta in una struttura residenziale per anziani. Il tema era l'evocazione del ricordo del primo amore.


Claudio Santos.
È stato amore a prima vista.
Era bello, simpatico e amorevole.
Non gli dissi mai niente, è stato il mio primo amore.
Lui era un amico di mio zio, era un ingegnere.
Non è mai successo nulla, io ero ingenua.
È rimasto il mio amore segreto per tutta una vita.

Lucia, 83 anni


Il mio primo amore.
Io avevo forse 15 o 16 anni, a quei tempi non era come adesso: non esisteva il contatto fisico, almeno nel mio caso è stato così.
Io adoravo ballare: quando io e lui danzavamo assieme, era una delizia.
Ricordo che lui mi è venuto a chiedere di ballare.
È stata una cosa pura, eterna, senza cattiveria.

Maria, 85 anni


e ancora:


Sono stata fidanzata solo con mio marito. Non ho nient'altro da dire. Dico solo che era bello e alto come me.

Gabriella, 79 anni


Già è passato molto tempo dal nostro matrimonio.
Era una ragazza normale. Non mi ricordo più.

Mario, 95 anni


Accade quindi che, attraverso il piacere di raccontare e raccontarsi in un gruppo, le persone condividano, ascoltino, vedano somiglianze e differenze, e diano, inevitabilmente, una connotazione emozionale alla loro storia.

Diventano Caring Narratives – Narrazioni che si prendono Cura – e ci permettono di mettere in atto interventi basati su una specifica competenza comunicativa, il cui obiettivo è facilitare il percorso personale con la malattia, l'accettazione di una fase di vita così come eventi stressanti.
Le Caring Narratives entrano in stretta relazione con la Medicina Narrativa, che usa lo strumento del narrare allo scopo di comprendere e integrare i diversi punti di vista e criticità che intervengono nella malattia e nel processo di cura, risoluzione, accettazione.

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