Io dallo psicologo?

Breve vademecum di miti e pregiudizi da sfatare sul mondo della psicologia.
Iniziamo però chiarendo un punto.

Cosa fa esattamente lo psicologo?

Lo psicologo attraverso il colloquio e l’ascolto risponde ad un bisogno – più o meno esplicito – portato dal proprio interlocutore.
Invita il paziente a riflettere su determinati aspetti della propria vita (e su eventuali problemi), lo aiuta poi a ripercorrere strade non esplorate precedentemente e a far emergere risorse non sviluppate fino a quel momento, facilitando la sua crescita personale.

Così facendo mette a disposizione del soggetto le proprie competenze professionali rispettando l’autonomia della persona.
Spetta poi al soggetto se e come scegliere di potenziare e/o ristabilire il proprio equilibrio così da migliorare la propria qualità di vita.



FALSO MITO n. 1: solo i matti vanno dallo psicologo

Andare da uno psicologo è comune e normale in tutto il mondo, ed è un modo di prendersi cura di se stessi e del proprio benessere.
È utile sapere che generalmente lo psicologo lavora con persone sane che affrontano momenti di vita difficili e che hanno bisogno di un supporto, mentre le patologie più invalidanti e disfunzionali sono di competenza medico-psichiatrica.


FALSO MITO n. 2: devo stare attento a cosa dico e a come lo dico, perche’ mi legge nel pensiero

Lo psicologo non ha la palla magica e non ha poteri sovrannaturali. E’ un professionista che offre un servizio di sostegno, e che grazie ad alcune tecniche specifiche è in grado di supportare la persona che attraversa fasi di vita critiche.


FALSO MITO N. 3 : racconterà i miei affari privati in giro

Assolutamente falso. Tutte le informazioni scambiate all’interno di una seduta psicologica sono confidenziali e lo psicologo non le divulgherà a terzi.
Lo psicologo ha l’obbligo di mantenere il segreto professionale – secondo quando previsto dal Codice Deontologico degli Psicologi – pena la radiazione dall’Albo Professionale.


FALSO MITO n.4 : se parlo con un amico è la stessa cosa

Alleviare le nostre pene facendo quattro chiacchere con un amico di fiducia è sicuramente una buona idea. Attenzione però! Non confondiamo le due cose: l’aiuto fornito dallo psicologo è diverso da quello di un amico.
Perchè? Lo psicologo non dà consigli, ma aiuta comprendere la fonte – o le fonti – del nostro disagio e a trovare alternative più sane e più consone ai nostri bisogni.
Il tipo di relazione con lo psicologo è molto potente ed è basata su un sentito di fiducia, empatia e sintonia, fino alla creazione di una vera e propria alleanza terapeutica.


FALSO MITO n. 5: lo psicologo è per i deboli

La società in cui viviamo ci presenta esempi di modelli vincenti basati su forza di carattere, autocontrollo, mancata esternazione dei sentimenti (in modo particolare quelli spiacevoli) e mancata richiesta di aiuto (soprattutto tra la popolazione maschile).
Questo tipo di mentalità può risultare estremamente dannosa, poichè pressochè tutte le persone, prima o poi, si trovano ad affrontare fasi di vita in cui sono più fragili (per esempio: transizione università – lavoro, rapporto di coppia in crisi, difficoltà con i propri figli, malattia o morte di un genitore, etc.) e potrebbero aver bisogno di rivolgersi ad uno specialista, senza sentirsi – o sentirsi chiamare – deboli o perdenti, ma al contrario valorizzando la richiesta d’aiuto come un atto d’amore verso se stessi.

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